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Domani interrogatorio di garanzia per Toti. L’avvocato Savi: «Tutto rendicontato. Il Presidente estraneo alla parte di indagine sulle mafie»

Il legale: «La scelta preferisco non anticiparla, d’altra parte mi sembra anche abbastanza conseguente e logica nella misura in cui abbiamo un fascicolo enorme da approfondire. L’abbiamo nelle nostre mani solo da ieri e quindi prima di prendere posizioni o dare spiegazioni dobbiamo approfondire la lettura degli atti per capire su che cosa, dove e come fornire spiegazioni».

«La tracciabilità dei denari, sia in entrata sia in uscita, è totale – sostiene l’avvocato del presidente della Regione Giovanni Toti -. In entrata sono gli stessi atti che ce lo dicono, non è contestato nulla in relazione a fatti che non siano assolutamente rientranti nelle normative di legge che prevedono che tutto avvenga nella maniera più trasparente possibile e così è stato. Stando a quanto contenuto nell’ordinanza, non un centesimo è finito in maniera non trasparente e non legittima nelle tasche di qualcuno e men che meno del presidente Toti, tutti i finanziamenti sono stati fatti secondo legge, nella massima trasparenza e nella massima tracciabilità. Quindi tutto rendicontato in modo assoluto. Abbiamo la possibilità anche di dimostrare che questi denari sono stati spesi tutti per necessità di tipo politico connesse all’attività del Presidente, delle persone che lavoravano con lui o che avevano comunque connessioni politiche con lui, quindi non c’è stata nessuna anomalia nella spesa né a titolo personale né a nessun altro titolo».

Rispondendo ai microfoni di Mediaset, Savi ricorda che «al presidente Toti non è stato contestato alcunché che abbia a che fare né direttamente né indirettamente con associazioni mafiose». Poi continua: «Siamo assolutamente estranei a questa parte del processo».

Savi preferisce non parlare dell’interrogatorio di garanzia fissato per domani. «Non faccio alcuna anticipazione – dice – noi stiamo preparando una difesa che è una difesa complessa perché oltre la corposissima ordinanza sono state depositate 9 mila pagine di fascicolo che stiamo esaminando – ha spiegato il legale del Presidente della Regione -. C’è un fascicolo enorme da approfondire che abbiamo nelle nostre mani solo da ieri e quindi prima di prendere posizioni o dare spiegazioni dobbiamo approfondire la lettura degli atti per capire su che cosa, dove e come fornire spiegazioni».

Savi spiega anche che Toti «sente il peso di quello che è successo, ma è molto motivato, è molto presente ed è impegnato a ricostruire i fatti come sono contenuti nell’ordinanza di custodia, in maniera tale da spiegare come dagli stessi non emerga alcuna figura di reato».

Il presidente pensa alle dimissioni? «Queste saranno scelte politiche sue, ma mi sembra che al momento non siano assolutamente all’ordine del giorno dice l’avvocato -. È chiaramente amareggiato, ma ha reagito in maniera molto positiva, nel senso che si è messo subito al lavoro per difendere la sua immagine, la sua onorabilità e il suo operativo. Il presidente Toti farà le sue valutazioni. Da quello che mi dice, naturalmente, sono valutazioni che non possono prescindere anche da un confronto che potrà essere fatto con condizioni diverse da quelle attuali con tutte le persone che con lui hanno lavorato fino ad oggi e con i partiti che fanno parte della sua maggioranza».

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